ecco l'ultimo pezzo della banda e fotod'insieme...agiungerò la storia dettatami dal comm. per quanto riguarda le vistose linee di fusione delle bracciadell'ogre la mia risposta è sempre la stessa ..il famigerato finecast come mi arriva lo dipingo. non ne voglio nemmeno sapere di mettere lime e cutters su una cosa così sbriciolevole.
p.s. l'ogre mi è stato ispirato da morgan freeman in robin hood...e trovo pure che gli somigli...l'incarnato negroide è davvero difficile!!!




Francois De Buch: cavaliere della cerca. I de Buch sono una famiglia di nobiltà recente; il bisnonno di Francois, già ricco fabbro ferraio alla corte del duca Eleuterio d’Anguille, ottenne il cavalierato per i meriti conseguiti durante la guerra contro la Waaagh! di Gorbag. Tuttavia, nonostante l’onore e il prestigio ottenuti, l’abbandono dell’attività commerciale e l’astio della vecchia nobiltà hanno portato i de Buch a perdere progressivamente gran parte della loro antica ricchezza e influenza. Fu la maledizione del barone e magister Philippe Vischy a segnare la fine della casata: perdutamente innamorato di Margeux, madre di Francois, e geloso del padre utilizzò i suoi arcani poteri per rendere folli i due coniugi. Sotto la guida dissennata dei de Buch ciò che rimaneva dei possedimenti di famiglia venne abbandonato all’incuria e al degrado. Fu così che Francois, appena diciottenne, indossò le antiche armi del bisnonno (l’armatura e l’ascia magica osannata nella ballata Il Pianto di Gorbag di Frenys il bardo) e abbandonò il castello avito per dare la caccia al magister, convinto che la sua morte avrebbe significato la fine della maledizione. Sulle tracce Vischy, Francois, è infine giunto a Mordheim dopo aver attraversato le foreste dell’Impero e i deserti d’Arabia. Trentacinque anni di acredine e una vita violenta hanno reso de Buch un cavaliere vecchio, cinico, corroso dal rimorso e ossessionato dalla vendetta: il cittadino ideale della Città dei dannati.
- Clovis Lamer: secondogenito e orgoglio di Marcell, Clovis è considerato il figlio intelligente. Venera de Buch come una divinità e considera un grande onore servirlo come scudiero. Spera, un giorno, nonostante i radi e svogliati insegnamenti di de Buch, di divenire cavaliere; la passione e il coraggio non gli mancano. Si ostina a combattere con la picca perché ritiene sia l’arma più vicina alla lancia da cavaliere.
Guy Travers: cavaliere errante. Guy appartiene a una delle più antiche e nobili famiglie di Parravon ed è stato proprio il suo sangue blu a salvarlo dal patibolo e consegnarlo all’esilio. Superbo, licenzioso e viziato, Guy è sempre stato la pecora nera dei Travers ma quando ha ucciso il cugino del duca di Bastonne ne è divenuto la vergogna. Per evitare una guerra tra i ducati Guy è stato costretto ad abbandonare il reame; la sua missione era guadagnare una nomea tale da oscurare la precedente. Tuttavia il giovane nobile non sembra aver capito lo spirito della punizione e ha scoperto che la vita del cavaliere errante, oltre ad aspetti indubbiamente scomodi, ha anche dei lati positivi. Libero dalle costrizioni d’etichetta e consapevole della sua abilità con la spada, Guy ha potuto dar sfogo ad ogni sua pulsione e desiderio. Il richiamo di Mordheim non si è fatto attendere.
- Verme: bravo, sicario e tagliagole più che scudiero. Verme è l’ombra silenziosa del rampollo di casa Travers, lo segue nelle taverne e nei bordelli oltre che nei vicoli oscuri della città dei dannati. La bocca cucita è il marchio che il bagno penale di Couronne riserva a spergiuri e diffamatori del re.
Lovanio Lombhard: cavaliere errante. Il passato di Lovanio è avvolto nel mistero. È risaputo che i Lombhard appartengono alla piccola nobiltà rurale della bassa Brionne, ma Lovanio parla il linguaggio rozzo e diretto del popolino condito da un forte accento bastonniano. Solo de Buch sembra conoscere il suo passato mentre gli altri componenti della banda fanno a gara nell’inventare le storie più assurde. C’è chi ritiene sia il figlio illegittimo del cavaliere della cerca, avuto da una relazione con una donna d’arabia, e chi pensa sia un semplice popolano rivestito d’armatura. Ma se le sue origini sono ignote la sua forza è assolutamente inconfutabile: brandisce il martello a due mani con la disinvoltura di un gigante. Scontroso, rustico e irascibile ma fortemente legato al voto della cerca e ai dettami del codice di cavalleria, Lovanio è l’esatto contrario di Guy; i due cavalieri spesso vengono alle mani e la “pacifica” convivenza tra i due è assicurata solo dalla presenza di de Buch.
- Friz: appartiene alla schiera di orfani bastardi di Mordheim; Lovanio lo ha preso sotto la sua ala pochi giorni dopo la morte misteriosa del precedente scudiero (che aveva offeso Guy). Friz conosce molto bene la città dei dannati ed i suoi abitanti: è capace di trovare qualsiasi equipaggiamento nel giro di pochi giorni. Ama le lame larghe e gli scudi.
Jawad la montagna: ogre mangia uomini. Jawad è soprannominato la “Montagna che segue il cavaliere” perché lo si trova sempre dietro a de Buch; di fatto è la sua guardia del corpo personale. I due si sono conosciuti in Arabia e da allora sono inseparabili. De Buch ha salvato Jawad dalla furia di un gruppo di Ushabti durante una delle tante crociate cui ha partecipato e l’ogre, dopo avergli mangiato il destriero in un attacco di fame post-trauma, ha offerto i suoi servigi al cavaliere come segno di riconoscenza e di scusa per l’oltraggio: “Secondo gli usi degli omini del deserto, me medesimo, Jawad mani di fata, sultano dell’oasi di Nymesh, sterminatore dei morti e stupratore di bestie offro la mia spada a te per la vita che mi hai salvato e per quella del cavallo che ti ho mangiato.” De Buch ha accettato l’offerta, consapevole che i servizi di un ogre sono assai più utili di quelli di un cavallo. Jawad parla poco, mangia tanto e mena come un matto. È pronto a seguire il suo padrone anche all’inferno e la sua presenza a Mordheim ne è la prova.
Marcell e Briac Lamer: arcieri. La famiglia Lamer ha servito i de Buch per secoli e sono rimasti fedeli anche durante i “giorni bui della follia nera” come i popolani chiamano gli anni maledetti da Vischy. La moglie di Marcell è morta di tisi e quando il giovane Francois ha intrapreso il suo cammino di vendetta, il pover’uomo ha deciso di seguirlo assieme ai figli, un po’ per fedeltà un po’ perché non aveva più ragione di rimanere in una terra priva di gioia e speranza. Guardia boschi da generazioni, qualche antenato fu persino un brigante, i Lamer sono abilissimi nel tiro con l’arco. Marcell è un popolano semplice e onesto ma feroce quando si tratta di difendere il proprio signore; suo figlio Briac è scemo perso ma con un arco in mano si trasforma in un guerriero freddo e risoluto.