La patina a due pompe

In questo forum si parla di tutto ciò che riguarda la pittura sia di elementi scenografici che di miniature. Potrete fare domande riguardo alle tecniche di pittura o semplicemente curiosare alla ricerca di qualche bella idea da mettere in atto.

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La patina a due pompe

#1 Messaggioda ROCKY » 03/05/2014, 16:58

Meglio conosciuta dalle mie parti come "a patina a ddù pompe", è una tecnica pittorica per invecchiare le costruzioni scenografiche di cinema. Il nome deriva dal fatto che per metterla in pratica si usa la pompa manuale da pittura, anzi se ne usano due, che è uno strumento azionato a mano in grado di pescare il colore da un recipiente e spruzzarlo a dieci metri di distanza. Si aziona tirando su e giù la leva che la manda in pressione e si indirizza lo spruzzo con il puntale, tipo quando si dà il veleno ai parassiti delle piante, ma ovviamente non si tratta dello stesso strumento.
Una pompa pesca dal recipiente del colore e l'altra da quello dell'acqua e la procedura è la seguente: una volta preparati i due secchi, quello dell'acqua e quello del colore molto diluito, di solito si usano le terre, prima si bagna la superficie mediante la pompa dell'acqua e qualche istante dopo gli si spruzza il colore. Si attende qualche istante che il colore inizi a far presa sulla superficie quindi di nuovo l'acqua per produrre degli effetti di colatura. Ripetendo le operazioni più volte con vari colori si ottengono gli effetti delle foto che potete vedere qua sotto. Prima i colori scuri e infine il bianco a simulare le fioriture di calce tipiche delle murature, mai il contrario, e sempre molto diluito.
http://www.capochino.it/resize_img/1399128509scena1.jpg
http://www.capochino.it/resize_img/1399128663scena2.jpg
http://www.capochino.it/resize_img/1399128770scena3.jpg
http://www.capochino.it/resize_img/1399128857scena4.jpg
Queste sono le scene esterne di un film americano tipo "Il gladiatore".

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Re: La patina a due pompe

#2 Messaggioda mistral » 03/05/2014, 20:50

Molto interessante come tecnica. In pratica, se non ho capito male, si tratta di dare delle sovrapposizioni di colore molto diluito, bagnando prima e dopo il supporto solo con acqua, poi, la mano e l'occhio di chi manovra la pompa fa il resto... e i risultati sono veramente molto realistici e spettacolari!

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Re: La patina a due pompe

#3 Messaggioda porcored » 03/05/2014, 21:55

si in pratica un gigantesco wash...

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Re: La patina a due pompe

#4 Messaggioda ROCKY » 04/05/2014, 1:21

mistral ha scritto:Molto interessante come tecnica. In pratica, se non ho capito male, si tratta di dare delle sovrapposizioni di colore molto diluito, bagnando prima e dopo il supporto solo con acqua, poi, la mano e l'occhio di chi manovra la pompa fa il resto... e i risultati sono veramente molto realistici e spettacolari!


Si Mistral, è opportuno con l'acqua bagnare prima il supporto, che in questi casi è una parete verticale, per renderlo meno assorbente, altrimenti il colore si fisserebbe quasi all'istante specie se sotto il solleone. Contare fino a dieci e via con la tinta, aricontare fino a dieci e di nuovo acqua per far colare la tinta lasciando che la gravità faccia il suo lavoro naturale.
Nel modellismo scenografico non so se riesce, però il suggerimento che intendevo dare è un altro: un edificio nella realtà non è che deteriorandosi a causa delle intemperie lo fa in un unico colore, ma i colori degli anni e dei secoli che passano sono migliaia. Qualunque sia la tecnica pittorica con la quale si vuole conferire un effetto antico alla torre medievale, sarebbe bene ripetere l'operazione più volte con colori diluiti in modo che siano trasparenti, variando ogni volta il colore.
A questo punto però va premessa una cosa importante: i colori di fondo con i quali vengono inizialmente dipinti mattoni e pietre devono essere colori violenti, accesi, perchè se non lo fossero finirebbero per essere coperti e annientati dalle velature che si susseguono al momento di invecchiare. Gli effetti visibili nelle foto non sono altro che velature ripetute con varie tonalità su dei colori di fondo accesi, i mattoni in laterizio (che invece sono stampati in resina), erano stati inizialmente dipinti rosso aragosta o anche gialli.
Quindi il segreto per riprodurre la "verità" è, colori accesi di fondo che una volta asciutti vengono smorzati da una sequenza di velature di vari colori differenti.

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Re: La patina a due pompe

#5 Messaggioda MasterMax » 04/05/2014, 8:53

ROCKY ha scritto:
mistral ha scritto:Molto interessante come tecnica. In pratica, se non ho capito male, si tratta di dare delle sovrapposizioni di colore molto diluito, bagnando prima e dopo il supporto solo con acqua, poi, la mano e l'occhio di chi manovra la pompa fa il resto... e i risultati sono veramente molto realistici e spettacolari!


Si Mistral, è opportuno con l'acqua bagnare prima il supporto, che in questi casi è una parete verticale, per renderlo meno assorbente, altrimenti il colore si fisserebbe quasi all'istante specie se sotto il solleone. Contare fino a dieci e via con la tinta, aricontare fino a dieci e di nuovo acqua per far colare la tinta lasciando che la gravità faccia il suo lavoro naturale.
Nel modellismo scenografico non so se riesce, però il suggerimento che intendevo dare è un altro: un edificio nella realtà non è che deteriorandosi a causa delle intemperie lo fa in un unico colore, ma i colori degli anni e dei secoli che passano sono migliaia. Qualunque sia la tecnica pittorica con la quale si vuole conferire un effetto antico alla torre medievale, sarebbe bene ripetere l'operazione più volte con colori diluiti in modo che siano trasparenti, variando ogni volta il colore.
A questo punto però va premessa una cosa importante: i colori di fondo con i quali vengono inizialmente dipinti mattoni e pietre devono essere colori violenti, accesi, perchè se non lo fossero finirebbero per essere coperti e annientati dalle velature che si susseguono al momento di invecchiare. Gli effetti visibili nelle foto non sono altro che velature ripetute con varie tonalità su dei colori di fondo accesi, i mattoni in laterizio (che invece sono stampati in resina), erano stati inizialmente dipinti rosso aragosta o anche gialli.
Quindi il segreto per riprodurre la "verità" è, colori accesi di fondo che una volta asciutti vengono smorzati da una sequenza di velature di vari colori differenti.


In pratica è il "comune" metodo della lavature che usiamo in modellismo solo su grande scala. Comunque bagnare la superficie con sola acqua prima di passare il colore è una cosa da provare. Normalmente quando lavoro con le lavature uso sempre alternare i colori diluiti con la sola acqua per creare concentrazioni diverse, ma non ho mai pensato di iniziare con quest'ultima per preparare la superfice.
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Re: La patina a due pompe

#6 Messaggioda fako » 04/05/2014, 9:55

E comunque vedendo i lavori di Rocky mi viene solo da dire: alla faccia du cazzo! Veramente incredibili! Provero a pensare a questa tecnica mentre faccio il dry brush : Blink : :D
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Re: La patina a due pompe

#7 Messaggioda ROCKY » 05/05/2014, 2:01

Leggendo i commenti di Fako, Porcored, MasterMax, Mistral, ecc ecc...insomma, mi fa piacere che parliamo la stessa lingua.
Quindi continuo nella spiegazione di come si dipingono le scenografie di dimensioni reali affinchè voi, che siete esperti di quelle in scala ridotta, ne possiate trarre qualcosa di utile.
Nelle foto che vi ho postato potete rendervi conto che i mattoni non sono tutti dello stesso colore. Infatti erano fogli di resina stampati a mattoni che come prima cosa sono stati spruzzati a pistola con un complesso sistema di mascherature in modo che fossero di cinque o sei colori diversi in una scala cromatica compresa tra il rosso aragosta e il giallo ocra. Questa operazione è importante perchè già questo dare a ogni mattone un colore differente imita la realtà, ma questo già lo sapevate perchè me ne sono accorto.
Quindi segue quella che voi chiamate "lavatura" mentre io la chiamo "patina": quella che vedete nelle foto è stata eseguita usando le terre. Teoricamente potevano essere usati dei colori acrilici diluiti, ma di solito non viene fatto perchè gli acrilici, anche se diluiti, tendono a coprire il colore della superficie alla quale vengono applicati in vari passaggi, con un risultato che alla fine sembra aver dato un unico colore. Le terre invece creano degli effetti naturali di trasparenza e di corposità, che anche un solo passaggio già crea vari effetti di colore. La "terra d'ombra naturale", da non confondere con la "terra d'ombra bruciata", è il colore dello sporco ed è quella che di sicuro si usa sempre, tutte le altre a scelta. A lavatura asciutta è comunque necessaria qualche pennellata o spugnata densa e disegnata nei punti dove è opportuno.
Se mescolate le terre con la cera da legno, otterrete un prodotto trasparente che una volta asciutto vi sorprenderà per l'effetto che crea se applicato agli arredi e forse pure alle miniature dei personaggi: per esempio, se un oggetto è viola può essere patinato con cera e terra gialla, il giallo è complementare del viola, e vedrete che il risultato ottenuto sarà un effetto impensabile con altri prodotti. Quindi è molto importante sapere cosa sono i "colori complementari" detti anche "diametricalmente opposti".
La cera va anche bene quella "Aurora", che è la meno costosa e la trovate al brico. Le terre non prendete quelle micro confezioni del brico che sono carissime e poi non sono quelle giuste, meglio al "CTS" che vende prodotti per il restauro e ha filiali in tutta Italia, ma le trovate anche da altri. Dai rivenditori di materiali edili è possibile trovare gli "ossidi" che vengono usati per colorare il cemento mentre viene mescolato: sono molto economici, buoni per la cera meno per le lavature.

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#8 Messaggioda Cyrano » 05/05/2014, 9:33

La lavatura è fatta solo ed esclusivamente con prodotti a base di acqua. Mentre la patina per essere tale deve contenere componenti oleosi quali olio e cera. Sono due procedimenti che si applicano in modo simile ma che danno risultati diversi...

La cera rimane sempre lievemente solubile inoltre è grassa quindi sugli scenici dovrebbe andare bene ma sulle miniature creerebbe sospensioni e sbalzi troppo forti.

Sui soldatini è meglio usare gli inchiostri oppure il wet "sblending".

Le cose più piccole che riesco a patinare in laboratorio sono gli gnomi da sette cm di altezza. E si comincia già a vedere il limite del materiale.
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Re: La patina a due pompe

#9 Messaggioda fako » 05/05/2014, 11:52

sto processo di patinatura sembra interessante, ma non mi è chiaro come usare questa benedetta cera... che consistenza ha? e soprattutto va a coprire i dettagli?
Considera che le formelle di diplast con cui ho fatto il porto viewtopic.php?f=15&t=3995 hanno delle fughe di qualche decimo, basta poco per coprirle con lo stucco... non vorrei che questa cera fosse troppo densa!

Inoltre, aggrappa? Intendo sul polistirene aggrappa bene?

infine, io ho la terra d'ombra comprata qui: http://www.antichitabelsito.it/pigmenti.htm
immagino sia il prodotto giusto!
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#10 Messaggioda Cyrano » 05/05/2014, 13:39

La cera che uso io ha la consistenza del latte agrappa bene ma in effetti i dettagli li copre assai. Inoltre fa grumi. Piccolissimi, pochi decimi di mm, ma li fa...
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Re: La patina a due pompe

#11 Messaggioda porcored » 05/05/2014, 13:52

mi interessa il discorso della terra d'ombra naturale mescolata alla cera da legno:
- ma rimane opaca?
- copre molto i dettagli di muretti da 5 cm per dire?
- si può diluire con altri mezzi che opacizzano, seccano e si incollano per fare una sorta di lavatura sporca?
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Re: La patina a due pompe

#12 Messaggioda ROCKY » 05/05/2014, 15:21

La cera di cui parlo è quella in pasta, questa:
Immagine

e non quest'altra che è invece liquida:
http://www.capochino.it/resize_img/1399 ... iquida.jpg

Ovviamente esistono anche altre marche ugualmente valide. Per quanto riguarda i grumi di cui dice giustamente Cyrano, ma anche di eventuali occlusioni di piccoli particolari, va tenuto presente che cera e terre vanno prima mescolate bene all'interno di un piccolo contenitore, poi durante la stesura del prodotto è opportuno frizionare a pennello o con altri strumenti le parti da trattare, spalmandolo a stirare. Dopo un po', il tempo di prendere un caffè, la cera asciuga e se nuovamente strofinata assume un effetto satinato o semilucido. Se vi sembra troppo densa diluitela con qualche goccia di acquaragia che la fa anche più opaca, come piace a Porcored, se volete un effetto più lucido fate la strofinata finale con olio paglierino o di lino. Non vi impressionate, perchè la cera una volta asciutta è resistente al tatto e non è untuosa, si usa per i mobili. Una volta cerato un oggetto non è possibile però dipingerlo con prodotti a base di acqua, perchè diventa idrorepellente e non ci attacca la pittura.
Fako, si, aggrappa sul polistirene come pure su quei materiali lisci che schivano i prodotti all'acqua, anche sul vetro e sui materiali plastici e gommosi idrorepellenti, ma io la intendo per patinare, non da usare come tinta di fondo. Si usa per le scene di cinema per invecchiare sia gli arredi che quelle pareti foderate di carta da parati lavabile dove non attaccano le pitture all'acqua, una volta l'ho usata mescolata con la terra blu per dei tavoli di un ristorante e dopo anni sono ancora sono gli stessi.
Le terre che hai trovato da Antichità Belsito vanno bene, il costo più alto è dovuto alle confezioni piccole, al CTS vendono dei barattoli più grandi quindi in proporzione più convenienti, per non parlare della SIOF di Verona che la produce e la vende a sacchi, mentre a Milano la vende Pubblicolor sempre a sacchi ma credo sia possibile chiedere se è possibile l'acquisto di quantità minori.

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#13 Messaggioda Cyrano » 05/05/2014, 16:06

La cera in pasta è ottima come resa ma fa uno strato piuttosto "importante" da evitare su scenici e miniature direi...

Inoltre restituisce parecchio l'acquaragia... non che ci sia il rischio che fonda la resina ma l'odore diventerebbe un problema serio per chi lavora in casa...

Per l'uso modellistico la avevo già bocciata tempo addietro ;-)
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#14 Messaggioda fako » 05/05/2014, 16:08

Cyrano ha scritto:La cera in pasta è ottima come resa ma fa uno strato piuttosto "importante" da evitare su scenici e miniature direi...

Inoltre restituisce parecchio l'acquaragia... non che ci sia il rischio che fonda la resina ma l'odore diventerebbe un problema serio per chi lavora in casa...

Per l'uso modellistico la avevo già bocciata tempo addietro ;-)



acquaragia depuzzizzata? Io la uso e non da fastidio in casa, a patto che non la usi in camera da letto o in cucina e arieggi il giusto!

Rocky, tutto molto interessante, certo il fatto che poi non prenda più il colore è un pochino scocciante, anzi molto scocciante :D
bisognerebbe provare comunque, anzi, ti dirò: provo...


p.s. ma se poi ci dipingo sopra ad olio che cosa ottengo, insalatona?
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#15 Messaggioda Cyrano » 05/05/2014, 16:43

Ti trovi bene con quella depuzizzata? A me da l'impressione che aumenti i grumi... però ho esperienze piuttosto vecchie...
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Re: La patina a due pompe

#16 Messaggioda ROCKY » 05/05/2014, 18:03

Si, è vero che l'odore dell'acquaragia è fastidioso, purtroppo non esiste un tipo di acquaragia inodore, ma ne va usata veramente una goccia. In alternativa vanno bene anche l'olio di lino e la trementina, anche se pure questi hanno un loro odore penetrante e dilungano i tempi di essiccazione. Comunque non è detto che sia necessaria la diluizione, dipende, provate senza.
I colori a olio si mescolano perfettamente con la cera e l'effetto finale è idem alle terre, ci si può pure dipingere sopra a olio, il problema è che andando a olio anzichè con le terre aumentano i tempi di essiccazione. Per ovviare a questo si può usare come solvente il diluente nitro che evapora rapidamente, ma aggredisce il polistirolo e il polistirene sciogliendoli, come pure tende a disciogliere i colori di fondo acrilici. Meglio di no, l'acquaragia è meno aggressiva.
Riguardo allo spessore importante che avrebbe la cera, io credo di no, va stesa bene finchè il pennello non ritorna pulito e ce ne vuole perchè questo avvenga. Bisogna usare una minima quantità, altrimenti si incorre nell'errore che tutti fanno la prima volta, ossia creano uno strato come dice Cyrano che oltretutto impiega tempo ad essiccare. Inoltre, una volta essiccata poi va nuovamente strofinata con un panno, che nel caso del modellismo può essere simulato da un pezzetto di stoffa applicato ad uno strumento a punta o meglio da uno dei vari accessori di un mini-trapano adatti a lucidare, ce ne dovrebbe essere uno con il feltro, se non c'è è facilmente ottenibile.
Questa tecnica che a parole sembra tanto complicata, è in realtà molto semplice, basta un minimo di pratica e ci si prende confidenza. Una cosa positiva che possiede è che in caso di errori ti perdona e non va fuori controllo, non cambia tono mentre asciuga, si può aumentare o diminuire mentre si procede e può essere rimossa. Se siete stati in grado di realizzare i lavori che vedo pubblicati...allora per voi è semplicissimo mischiare la cera con le terre, il cui uso per me è più adatto agli arredi e agli elementi architettonici come le travi di legno o le porte, piuttosto che alle murature che invece vengono bene con le lavature.

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#17 Messaggioda Cyrano » 05/05/2014, 18:05

Penso che anche una quantità minima sia uno strato ecessivo per un modellista... non ho mai provato ma la vedo dura...
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#18 Messaggioda ROCKY » 05/05/2014, 19:44

Cyrano ha scritto:Penso che anche una quantità minima sia uno strato ecessivo per un modellista... non ho mai provato ma la vedo dura...


Considera però che questo tipo di cera è usato sia per i mobili che per i parquet. Se avesse uno spessore non sarebbe un prodotto adeguato per questi usi, essendo di fatto una sostanza morbida e non vetrificante non resisterebbe ne al tatto ne al calpestio. Come se fosse un olio che rapidamente asciuga senza rimanere untuoso, aderendo alle superfici senza staccarsi al tatto, sporcando le mani di chi maneggia gli elementi durante il gioco. Per rimuoverla serve l'acquaragia, altrimenti non si toglie.
Mi dimenticavo di dire che al momento della pittura, se si vuole evitare di usare solventi dall'odore fastidioso, è possibile renderla più liquida scaldandola, anche con il phon.

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#19 Messaggioda Cyrano » 05/05/2014, 21:26

Nuuu si toglie col semplice calpestio e la devi ridare una volta ogni due mesi altrimenti son dolori. :-)

La togli facilmente... comunque io uso anche la waiss colorata (stessa cera solo che contiene pigmenti). Un solco da mezzo mm lo spiana... in questi giorni la devo usare. Faccio una foto.
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Re: La patina a due pompe

#20 Messaggioda porcored » 05/05/2014, 21:39

Rocky comunque queste chicche sono fighe! io ho conosciuto degli scenografi di teatro che facevano delle cose spettacolari e coabitavamo in una serie di associazioni. mi ricordo che pitturarono l'androne del posto (che faceva schifo) con un effetto marmo pauroso!! e le pareti erano di un rosso pompeiano! e le porte (marce) rifecero un effetto legno ancora più bello del vero!
pareva di entrare al grand hotel. poi aprivi la porta e c'era nerdland hahha :D

a parte tutto, pensando a queste tecniche, per esempio: io colo in uno stampino del gesso ceramico e tiro fuori dallo stampino una cassetta di gesso con le venature in legno. la cassa è grossa come un pollice (HA per intenderci).
posso usare queste tecniche per fare fico il legno? ne vale la pena? o la pitturo di marrone e ci do na botta di wash scuro da modellismo per evidenziare le venature?

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Re: La patina a due pompe

#21 Messaggioda ROCKY » 05/05/2014, 21:52

porcored ha scritto:
a parte tutto, pensando a queste tecniche, per esempio: io colo in uno stampino del gesso ceramico e tiro fuori dallo stampino una cassetta di gesso con le venature in legno. la cassa è grossa come un pollice (HA per intenderci).
posso usare queste tecniche per fare fico il legno? ne vale la pena? o la pitturo di marrone e ci do na botta di wash scuro da modellismo per evidenziare le venature?


Secondo me il modo più semplice per fare il finto legno consiste nel pitturare di giallo la superficie e una volta asciutta dare una o più mani di mordente noce addizionato di fissativo, oppure il fissativo si da dopo a spruzzo. Se invece del giallo usi un arancione o un rosa ovviamente ti verrà un legno tendente al ciliegio.
Puoi patinarlo con i sistemi di cui abbiamo detto sopra.

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Re: La patina a due pompe

#22 Messaggioda Sanguemarcio » 06/05/2014, 0:13

A me sta tecnica solletica non poco... La proveró alla prima occasione : Thumbup :
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#23 Messaggioda Cyrano » 06/05/2014, 8:17

Chiarimento.

No vorrei essere sembrato polemico. Adoro la cera e ne uso tantissima sul lavoro. Di tanti tipi diversi. Purtroppo ho notato (con mio rammarico) che è un materiale che sulle piccole dimensioni ha dei problemi.

Il post è interessantissimo e proverò parecchie cose :-)
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Re: La patina a due pompe

#24 Messaggioda ROCKY » 06/05/2014, 10:56

Ma assolutamente no, anzi, le tue osservazioni sono utili a spiegare che il prodotto va steso no bene, de più! Perchè sennò i fatti ti daranno ragione. Inoltre le terre che vengono mescolate alla cera devono essere di una quantità minima, altrimenti abbiamo fatto un intonaco da muratura. La finalità è quella di patinare, don di dare un prodotto verniciante e coprente, quindi deve essere trasparente. Per rendere l'idea, in una quantità di cera paragonabile ad un cucchiaio da minestra, ci dobbiamo mettere una quantità di terra paragonabile a un pizzico di sale sulla bistecca o anche meno, perchè la colora subito, tanto è intenso il potere colorante delle terre.
Poi la cera deve essere quella che ho indicato, che è una cera d'api. Non altri tipi di cera come quella Carnauba che invece è indicata per i metalli e per la carrozzeria delle vetture, dove deve dare uno spessore protettivo. Il riempimento delle fughe può essere una opzione che può essere voluta o meno, sta a noi decidere se ci sta bene o male, a seconda dei casi. La nostra padronanza della tecnica ci permette ambedue le scelte.
: Thumbup : Non è la scopa, è il manico : Thumbup :

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Re: La patina a due pompe

#25 Messaggioda Cyrano » 06/05/2014, 11:41

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Questa è la cera più fina che ho.

Vedi la basetta... :-)

Su uno scenico è più che passabile.
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