Endar ha scritto:no sono abbastanza daccordo..
pero è proprio perche il realismo probabilmente frega solo a me, che delle volte mi domando, ma allora chi me lo fa fare tutto sto bordello? anche in considerazione del fatto che i miei giocatori aborrono uno stile EUMATE.
Mhm.... forse è questo il vero problema.
Trovarsi a giocare con giocatori vecchio stampo è problematico per lo "scenografo di gioco", ricordo intorno al 2000 che cominciai a giocare con D&D 3.0 senza nessuna scenografia se non con qualche collinetta e 2 alberi.
Il nostro primo Master era un tipo veramente in gamba e non era molto propenso al gioco in 3D e perciò narrava la storia in modo molto articolato e pieno di passaggi molto descrittivi.
Tutto bello ma si cadeva sempre nel momento degli scontri... del tipo: " Allora, mettiamo una penna qui che sta ad indicare un muro, poi prendiamo quella gomma e facciamo finta che sia la tomba del nano Karak" insomma, anche lui aveva bisogno di qualche punto di riferimento per poter muovere le miniature su un foglio di carta con tiles da 1". Se perdo tempo a piazzare una penna e 4 gomme con 2 libri che fungono da collina perchè non posso perdere tempo piazzando elemementi scenografici?
Dopo 1 anno feci per la prima volta io il Master e lui mi aiutò con il regolamento che ancora conoscevo poco.
Non so se si dovette ricredere anche perchè non avevo molta confidenza ma vidi che con le scenografie si divertiva molto.
Daniele, il Master di adesso, è anche lui un tipo che gioca spesso ( ha 3 gruppi ) ma solo con me si gioca con le scenografie... è un Master con la M maiuscola ed anche se molto giovane conosce D&D a menadito e con gli altri gruppi gioca di ruolo puro ma con me si vede chiaramente che il divertimento c'è ma un qualcosa lo turba.
Probabilmente è proprio il fatto di essere "legato" in qualche modo alle scenografie..... non poter spaziare come si può fare solo con carta e penna credo che per lui sia molto limitante.
Quello che vorrei dire è che se il Master crede di essere limitato usando le scenografie indirettamente trasmette ai giocatori la stessa cosa.
Modestamente se per giocare a D&D e divertirsi bisogna essere dei bravi Master, con le scenografie devi esserlo ancora di più.
Secondo me tutto dipende dal fatto di come si imposta la cosa e delle possibilità che si hanno.
Io in questo momento sono molto limitato perchè non ho un vero e proprio spazio di gioco con tutti i sacri crismi.
Per spazio di gioco intendo
1) Un bel tavolo spazioso dove un dungeon medio grande ci stia tranquillamente
2) La stanza di gioco addobbata con scaffalature e quant' altro possa servire per tenere almeno le scenografie che si usano più spesso ( colline, alberi, ruderi, dungeon classici, dungeon caverne, pavimentazioni, miniature, terreni di gioco, ecc... )
Una volta ottenuto questo il tutto si può risolvere senza grossissimi problemi.... manca solo l' impostazione.
Per impostazione intendo la programmazione dell' avventura e più precisamente la sessione della serata.
Molti potrebbero dire che un vero Master di D&D debba poter essere libero di creare tutto quello che vuole in tempi zero, la così detta improvvisazione.
Vero, sono d' accordo ma non sempre è così, o meglio, un bravo Master, secondo me, deve essere in grado di programmare la sua avventura e mettere dei paletti invisibili dove poter far giocare i personaggi, il FREE assoluto per me è da abolire.... i giocatori, anche quelli più sgamati, potrebbero facilmente cominciare ad annoiarsi di girare in giro a cercare avventure o luoghi interessanti, che senso ha poter fare tutto quello che si vuole ma senza essere guidati in qualcosa di veramente interessante?
I luoghi interessanti dovrebbero essere le scenografie preparate in precedenza.... se poi qualcuno vuole farsi un giro da un' altra parte non c'è nessun problema, se il tutto si può creare con gli elementi che abbiamo in casa bene, altrimenti si farà come si è sempre fatto da 30 anni a questa parte... con l' immaginazione.
Nel "La Caduta dell' Ultimo Re" mi è capitato di sentire Milo ( Holim nel gioco ) che mentre rideva diceva "Io vorrei tornare alle fogne.... " vedendomi togliere tutto dal tavolo. Ma per me non ci sarebbe stato nessun problema.... e non perchè gli avrei detto " Senti dei rumori sinistri e qualcosa gorgogliare" per farlo desistere ( visto che avrei dovuto ripiazzare tutto) ma saremmo tornati in quei luoghi già perlustrati senza scenografie, e nel caso ci fosse stato uno scontro con qualche uomo ratto lasciato indietro avrei messo giù soltanto la stanza o il tunnel dove si sarebbe svolto il combattimento.
Comunque ho notato che la risata di Milo stava ad indicare che il concetto di " vado di qua perchè c'è la scenografia " oppure " non posso tornare indietro perchè ormai il Master ha tolto tutto" esiste ma è sbagliato pensarlo.
La scenografia deve essere un "complemento" al Master e non una "sotituzione" del Master ma ovviamente questo deve essere in primis capito dal Master stesso e di conseguenza trasmetterlo ai giocatori.
Lo ammetto, bisogna essere davvero bravi ma con "l' esperienza scenografica" si arriva a livelli molto alti. Poi c'è anche una componente nascosta, che deve ASSOLUTAMENTE avere il Master/scenografo, che è la creatività e la visione d' insieme.
Mi spiego meglio perchè io sono uno di quelli che ha 1000 cose in testa e per spiegarne bene una fa molto fatica
La creatività e visione d' insieme nell' ambito del modellismo scenografico non è altro che l' improvvisazione del classico Master. ovvero, se un PG "crea" una situazione e si sposta dal binario invisibile, che caratterizza tutte le avventure, il Master classico di inventa al momento la scena nella mente e la descrive a parole, un Master/scenografo oltre a questo deve essere in grado di piazzare una scena con i pezzi che ha a disposizione in quel momento e non solo, anche in tempi brevi!
Per arrivare a questo bisogna fare gavetta

.... e per riuscire bisgna avere tutte le carte in regola, che sarebbero:
1) Gli lementi scenografici non devono essere in garage

.... ma tutti presenti nella stanza di gioco ( o almeno una buona parte)
2) Bisogna conoscere a menadito tutti gli elementi che abbiamo ..... solo col tempo si può arrivare a conoscere tutti i pezzi in nostro possesso
3) Bisogna avere chiara l' idea improvvisata e magari buttargli li un qualcosa in più che abbiamo in casa... una sorta di asso nella manica.
4) Bisogna avere elementi scenografici adatti alla situazione d' improvvisazione di grosse dimensioni ( esempio delle colline modulari oppure delle sezioni di pavimento alte 3 cm da impilare o anche muri e scale di diverse dimensioni, ecc... )
Io vedo tutto ciò come se fossi un Cuoco ...

.... si, proprio un Cuoco
Ho gli ingredienti a portata di mano
Aggiungo un pizzico di sale dove serve
Condisco a piacere
.... e servo in tavola presentando la portata con molta creatività.
Se il piatto è bello da vedere ma soprattutto buono, aspettare leccandosi i baffi non è poi così spiacevole.
Comunque, per la cronaca, anche io mi demoralizzo quando una scenografia non risulta di mio gradimento ma è normale, mi passa dopo qualche giorno perchè penso sempre a come migliorare la cosa.
Piuttosto io accuso un altro problema:
Quanto finisco una serata di gioco, l' indomani non voglio neanche vedere da lontano un solo elemento scenografico, è come se fossi saturo e ho un rifiuto pazzesco. Le prime volte mi spaventavo un po' perchè mi dicevo "No cacchio!, sto facendo tutto questo e mi sono rotto le scatole di farlo??", adesso invece so che è normale e poi passa.
Non riesco a stare lontano dal tavolo da lavoro per più di 2 giorni.
