#9 Messaggioda ROCKY » 06/05/2014, 18:28
Allora, premesso che questa è una tecnica antica non più in uso come in passato e per essere spiegata e raccontata non basterebbe un libro intero, consiglio a chi avesse interesse a saperne di più di andare su Google e vedere cosa si intende quando si suol dire "tecnica della scagliola" o anche "commesso fiorentino". Ci sono spiegazioni, immagini e filmati. Qua ci limiteremo a parlare di come metterla in pratica in modo semplificato per quello che occorre a noi senza tanti orpelli, cenni storici e citazioni di grandi capolavori artistici.
Come mi pare di avere accennato, si tratta di un sistema per ottenere un prodotto simile al marmo, mescolando e trattando in un certo modo alcune materie prime di nostra conoscenza. Tra gli strumenti utili per farlo serve un tavolo resistente con un piano liscio e possibilmente spazioso, cazzuole, raschietti, spatole, un coltello tipo quello del pane ma non seghettato, recipienti per l'acqua, un pallone di plastica tipo il "super santos" da tagliare a metà per ottenere due recipienti comodi da pulire, un mattarello da cucina, carta vetrata di varie ruvidità tra cui quella nera grana 500 e 1000, panni e stracci vari.
Tra i materiali abbiamo bisogno della scagliola, perchè ha un tiraggio più lento del gesso alabastrino, non corrode le mani come il cemento, è meno costosa e più reperibile di resine in polvere e gessi ceramici. Per i colori ci dobbiamo munire di terre o ossidi dei vari colori che ci interessano. Per rendere dura e resistente la scagliola, il prodotto giusto sarebbe la colla di coniglio oppure la colla cervione che sono in vendita dai rivenditori di materiali artistici. In assenza di questi anche il Vinavil dà buoni risultati. La cera d'api la useremo per la lucidatura finale e volendo anche l'olio paglierino.
Il "gioco" consiste nel cerare il tavolo affinchè la scagliola in seguito si possa facilmente distaccare, e disporre su questo tanti mucchietti di scagliola quanti sono i colori che intendiamo utilizzare: minimo quattro secondo me, se decidiamo che uno sia il bianco...beh che non sia proprio bianco. Colla a portata di mano, se abbiamo quella di coniglio che va preparata in precedenza e scaldata questo sarà già stato fatto, in alternativa come già detto il Vinavil. Secchio d'acqua sul tavolo. Cacciare i curiosi dalla stanza e spegnere il cellulare.
Mettiamo in ogni mucchietto di scagliola, che per capirci sarà largo una decina di centimetri a occhio, una quantità di terra di circa un cucchiaio, e diamogli una mischiata a secco. Ogni mucchietto un colore diverso. Se prevediamo un bianco, non un cucchiaio ma un cucchiaino o anche meno. A questo punto se non abbiamo la colla di coniglio e usiamo il Vinavil dobbiamo essere veloci, quindi aggiungiamo acqua a ogni mucchietto e un cucchiaio di colla. Iniziamo a mani nude a mescolare il primo e facciamolo diventare velocemente una palletta, senza preoccuparci troppo che non è omogenea o ben impastata, peggio lo facciamo meglio è. Più o meno avrà la consistenza della pasta all'uovo. Mettiamolo la e facciamo lo stesso con gli altri, velocemente. Inutile dire che se abbiamo esagerato con l'acqua provvediamo ad aggiungere scagliola e viceversa.
Fine prima puntata.